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I ritratti

Differenti per epoca, ambito e soggetto sono i ritratti che fanno parte delle collezioni dei Musei Civici; la loro varietà è comprensibile se si valuta come si è formato il patrimonio di quella che un tempo era prima la Pinacoteca Galletti, poi Pinacoteca Civica, frutto di spoliazioni di edifici religiosi e di successive donazioni private. Il primo dipinto che si incontra entrando in visita è il ritratto del Principe Eugenio di Savoia. Un dipinto che celebra la famiglia a cui rimanda il nome del palazzo è il Ritratto di don Guglielmo della Silva, vissuto nella prima metà del Seicento.

Nella sala vicina il Ritratto di donna in abiti sontuosi è ascrivibile alla seconda metà del XVII secolo; della stessa epoca è il vicino Ritratto del re Carlo XII di Svezia (1682-1718). Restando ancora al pianoterra, degne di nota per l’originale tecnica ad olio su vetro, sono sei piccole opere realizzate sul finire del XVIII secolo, raffiguranti una serie di nobildonne.

Al primo piano vi sono il Ritratto del re di Spagna Carlo II (1660-1700) e il Ritratto di signora con ghirlanda di fiori. Nella grande camera da letto si trovano due ritratti di donne in abiti tipici della Valle Vigezzo, entrambi realizzati tra la seconda metà del XVIII e l’inizio del XIX secolo da due artisti della famiglia Borgnis. Presenti sulla parete di fondo di questa sala anche due grandi ovali con i ritratti di membri della famiglia del marchese Pietro Maria Andreoli: un bambino rappresentato con un pappagallo sulla mano, la bambina invece con in braccio il suo cagnolino.

La collezione di mineralogia e geologia

La collezione conta più di mille campioni. Un primo nucleo venne donato alla Fondazione a fine Ottocento da Giulio Bazzetta. Fu poi integrata con le donazioni di più di 80 collezionisti e appassionati locali.

Vi sono campioni raccolti nella Val d’Ossola, zona caratterizzata da grande varietà geologica, quindi ricca di cave e miniere. Non mancano esemplari provenienti da varie località del Piemonte, da altre regioni italiane e da svariate parti del mondo. Tra i donatori si ricorda “G. Spezia”, l’inventore del metodo per la produzione del quarzo sintetico.

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